lunedì 16 gennaio 2017

MALATO IL 40% DEI CANI COMPERATI ONLINE

 MALATI IL 40% DEI CANI COMPERATI ONLINE 
Roma (16 gennaio 2017) - Aidaa lancia  un allarme in relazione ai cani venduti via web. Su un campione di 500 cani acquistati nel 2016 via web (320 dei quali attraverso un finanziamento e quindi acquistati a rate) ben 207 sono risultati essere malati in maniera grave, 79 di questi sono poi morti entro il primo mese di vita, 65 sono risultati essere sottopeso, ed in ben 84 casi si è verificata un'età inferiore rispetto a quella denunciata sui libretti veterinari, casi questi in cui i cuccioli (quasi tutti provenienti dall'Est Europa e probabilmente importati clandestinamente) sono stati tolti dalle madri anzitempo (prima dei due mesi). La ricerca è stata fatta da Aidaa in base alle segnalazioni che sono giunte allo sportello animali dell'associazione e in base alla conoscenza diretta di acquirenti di cani comperati online. 

SANT'ANTONIO. SI APRANO LE CHIESE AI CLOCHARD CON I CANI

SANT'ANTONIO: SI APRANO LE CHIESE AI CLOCHARD CON I CANI
ROMA (16 GENNAIO 2016) - Domani ricorre sant'Antonio Abate considerato il santo protettore degli animali, in molte chiese saranno benedetti cani, gatti ed animali da reddito e da lavoro. L'ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA rivolge un accortato appello a Papa Francesco, ai vescovi ed a tutti i preti ad aprire in occasione delle festa di Sant'Antonio e nelle giornate successive le chiese nelle ore notturne per dare ospitalità ai clochard con i cani. Potrebbe essere un modo concreto per festeggiare in maniera diversa, e sicuramente utile il protettore degli animali. 


PERCHE' AIDAA NON FESTEGGIA SANT'ANTONIO

Dopmani si celebra la festa di Sant' Antonio considerato il patrono degli animali e in molte chiese si celebra un rito definito "la benedizione degli animali", un rito antico che deriva dal mondo contadino dei secoli scorsi, quando specialmente, cavalli, asini e buoi, venivano portati in piazza per essere benedetti in quanto questi animali erano i mezzi di trazione delle fattorie. Oggi questa festa in alcune chiese è stata trasformata in un momento di accoglienza per gli animali domestici, mentre nella maggioranza dei luoghi dove si festeggia Sant'Antonio prevale l'ipocrisia classica di allevatori (coldiretti in primis) e mercanti di vite animali. Infatti si presentano sulle piazze armati di trattori e qualche animale (poi destinato al macello o allo sfruttamento) e in cambio di un sostanzioso oblo al prete di turno (ipocrita peggio degli altri, in quanto la chiesa ritiene gli animali esseri inferiori) una benedizione per se e per i propri animali che poi diventeranno carne da macello. Ma c'è di peggio,infatti in alcune realtà rurali e persino ad Assisi patria di San Francesco (che si rivolta nella tomba) dopo la benedizione degli animali vedono bene di completare la giornata con lauti pranzi ovviamente a base di carne, quella carne che appartiene agli animali fratelli di quelli appena ipocritamente benedetti dal prete di turno. Proprio per denunciare questa assurda ipocrisia AIDAA non partecipa a nessun festeggiamento per Sant'Antonio e invita semmai i preti ad aprire le chiese in queste notti fredde ai clochard con i cani al seguito, ma forse loro (i clochard) a differenza dei ricchi allevatori non possono dare sostanziosi oboli ricavati anche questi dai soldi fatti sulla pelle degli animali. CHE SCHIFO.
LE PECORELLE PRIMA LE BENEDICONO. POI SE LE MAGNANO.. IPOCRITI...

FANNO ESIBIRE COCORITE CON ALI AMPUTATE. DENUNCIATI

Succede nel centro di Milano tra piazza Duomo e via Torino, qui due fratelli napoletani di 26 e 35 anni sono stati fermati e denunciati dalla polizia. I due fermavano la gente per strada facendo esibire due piccole cocorite tenute in una casetta dalla quale facevano estrarre i biglietti della fortuna, ma dopo una segnalazione la polizia ha fermato i due e sequestrato le cocorite a cui i due fratelli avevano tagliato le ali per evitare che volassero via. Le cocorite sono state sequestrate e affidate ad un centro di riabilitazione.

FALERA. GETTAVA PETARDI AI GATTI DENUNCIATO

Una denuncia nei confronti di un diciassettenne di FALERA in provincia di Viterbo è stata inviata questa mattina alla procura della repubblica per il reato di Maltrattamento di animali. Il giovane è stato ripreso più volte (video in nostro possesso) mentre lanciava petardi dalla finestra di casa contro i gatti randagi presenti nella zona. Ora essendo minorenne non possiamo pubblicare il nome, ma il giovane è stato denunciato alla procura.

la casa di falera da cui sono stati gettati i petardi ai gatti 

domenica 15 gennaio 2017

FREDDO. IL DRAMMA DEI 40.000 CANI RANDAGI

FREDDO. SITUAZIONE DRAMMATICA PER 40.000 CANI RANDAGI
Roma (15 gennaio 2017) - Sono 40.000 i cani randagi sparsi sulle montagne delle regioni del centro sud Italia che stanno rischiando la morte per assideramento e per mancanza di cibo, dalle segnalazioni ricevute circa 1.200 sono quelli già morti in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria e sulle zone montane della Campania, le stesse regioni presentano i numeri maggiori del rischio di morte per i cani randagi che vivono lontani dalle città, alcuni dei quali in questi giorni si è avvicinato alle città in cerca di cibo per se e per i propri cuccioli che a loro volta rischiano maggiormente di morire per fame e freddo. L'appello di AIDAA alle amministrazioni locali ed ai singoli cittadini è di accogliere questi cani randagi che scendendo a valle cercano solo cibo  e riparo. "Mettiamo ai bori del paese delle ciotole con molto cibo secco, in modo che possano sfamarsi, ma anche pezzi di carne in modo che possano portare il cibo ai loro cuccioli- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e a chi ha un garage o una stalla chiediamo di tenerla aperta per fare in modo che i cani infreddoliti possano ripararsi dal gelo di queste notti". In Italia sono circa 700.000 i cani randagi liberi sul territorio nazionale concentrati prevalentemente nelle regioni del centro sud Italia. 


BRINDISI. SALVATE TRE TARTARUGHE


(ANSA) - BRINDISI, 14 GEN - L'abbassamento delle temperature e le mareggiate hanno provocato nei giorni scorsi lo spiaggiamento di diverse tartarughe 'Caretta caretta' nella Riserva di Torre Guaceto, nel Brindisino. Tante sono arrivate sulla costa già morte, tre sono state invece salvate.
    Una, la più grande, di circa 20 anni, aveva una ferita sulla testa; la seconda, più piccola, di circa 5 anni, aveva un amo conficcato in gola; la terza, dell'età di circa 5 anni, aveva la pinna anteriore sinistra ferita, un filo di nylon le si era attorcigliato attorno all'arto e avrebbe potuto causarne l'amputazione. I tre animali sono stati immediatamente soccorsi e ricoverati nel centro 'Luigi Cantoro' subito dopo sono stati trasferiti presso la facoltà di Veterinaria dell'Università di Bari, dove hanno ricevuto le cure prima di ritornare a Torre Guaceto. In primavera saranno liberate. (ANSA).